PNRR E IL RINNOVO DEL SUPERBONUS

È stato presentato nell’Aula di Montecitorio il Piano italiano per il Next generation con cui l’Italia si candida a ricevere i fondi necessari a ripartire dopo la pandemia.
Col Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) potremo disporre di circa 248 miliardi di euro che sfrutteremo per tre obbiettivi:

• Il primo, con un orizzonte temporale ravvicinato, risiede nel riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica;

• Il secondo focalizzato sui perduranti divari territoriali, le disparità di genere, la debole crescita della produttività e il basso investimento in capitale umano e fisico;

• il terzo sul raggiungere una compiuta transizione ecologica.

La buona notizia quindi è che il Superbonus è stato confermato al 110% e sono previsti, tra Pnrr e Fondo complementare, oltre 18 miliardi cioè le stesse risorse stanziate dal precedente governo con l’articolo 119 del Decreto Rilancio.

Il premier Draghi ha dichiarato “La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari (Iacp). È un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per l’ambiente. Per il futuro, il governo si impegna a inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021”.

Gli investimenti consentiranno la ristrutturazione di circa 50 mila edifici l’anno, per una superficie totale di 20 milioni di mq l’anno.

Il Superbonus si applica su interventi effettuati su zone comuni, su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e unità plurifamiliari con uno o più accessi indipendenti dall’esterno, ma anche su singole unità immobiliari.
Nella misura sono compresi numerosi interventi, quali soluzioni per l’isolamento, infissi efficienti, sostituzione di sistemi di riscaldamento e condizionamento e installazione di impianti per la generazione di energia rinnovabile.
L’ammissibilità degli interventi resta condizionata ad un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

Gli strumenti finanziari saranno la cessione del credito e il pagamento anticipato per agevolare gli ingenti investimenti iniziali. Un obbiettivo dichiarato del Governo è anche stimolare le economie locali attraverso la creazione di posti di lavoro nella filiera dell’edilizia e della produzione di beni e servizi per le abitazioni con potenziale impatto sulle categorie deboli colpite dalla pandemia.

Un obiettivo ambientale fondamentale del prossimo decennio inoltre riguarda anche il settore del riscaldamento e raffrescamento. In quest’ambito, il teleriscaldamento gioca un ruolo fondamentale come si legge nel Piano, soprattutto per le sue capacità di integrare l’efficienza con l’uso delle fonti rinnovabili, la delocalizzazione e la riduzione delle emissioni inquinanti nelle grandi aree urbane, dove il problema è ancora più ampio.
La priorità allo sviluppo del teleriscaldamento efficiente si pone come misura di investimento uno sviluppo relativo di 330 km di reti che saranno efficienti alla costruzione di impianti o connessioni per il recupero di calore.

Un’altra delle questioni che l’Esecutivo sarà chiamato a risolvere a Maggio riguarda la richiesta di imprenditori e professionisti di ottenere la doppia regolarità per gli immobili dal punto di vista urbanistico e catastale.
Considerato che ad oggi gli edifici italiani rappresentano più di un terzo dei consumi energetici del Paese e la maggior parte è stata realizzata prima dell’adozione dei criteri per il risparmio energetico e della relativa normativa, oltre a tale obbiettivo e della prevenzione di rischi sismici, le misure dovrebbero contribuire a dare forte impulso all’economia e all’occupazione del Paese nonché alla promozione della resilienza sociale migliorando le condizioni abitative della popolazione e alleviando il problema della povertà energetica.