Dal 2027 gli immobili con classe energetica F o G potrebbero non essere più idonei alla vendita né all’affitto. Nel 2030 e nel 2033 toccherà a quelli in classe E e D. L’obbiettivo della Ue è quello di avere edifici ad emissione zero entro il 2050. In Italia la metà degli immobili risale al secondo dopoguerra e potrebbe questo dare non pochi problemi al nostro paese, la proposta sul tavolo di commissione e parlamento Ue fa discutere . 

Riduzione di emissioni nette di gas serra, l’obiettivo primario del progetto Ue
La commissione europea vorrebbe porre limiti alla vendita e alla locazione degli immobili che non si adegueranno per tempo ai nuovi requisiti di classificazione previsti per i prossimi decenni. Da qui al 2030 si vuole ridurre del 55% le emissioni di gas serra. 

Certificazione energetica, di cosa si tratta
Tecnicamente si chiama APE ed è un documento da presentare al momento del rogito quando si acquista o si vende una casa. La certificazione energetica sulla casa è un attestato che riporta tutte le informazioni su come è stato costruito l’edificio sotto il profilo dell’isolamento termico e del consumo energetico. 

Le tappe previste dalla Ue
La commissione europea ha messo su carta una road-map da seguire per rendere più efficienti gli immobili nelle classi energetiche inferiori:

  • Entro il 2027 si dovranno rendere efficienti gli immobili in classe F e G
  • Entro il 2030 quelli in classe E
  • Entro il 2033 gli immobili in classe D
  • Entro il 2050 tutti gli edifici dovranno essere a emissione zero

Attualmente trattasi solamente di una proposta
Questa proposta dovrà essere prima discussa  e votata in Commissione e al parlamento Ue e in seguito recepita anche dai singoli stati. La prima scadenza dovrebbe entrare in vigore nel 2027, ma esiste già una deroga di 3 anni per i condomini e anche per chi compra e si impegna a mettere in regola l’immobile. È probabile che ogni stato dovrà ulteriormente lavorare ad affinare gli standard minimi di edilizia. 

Servono tempi certi e incentivi
In Italia abbiamo tantissimi edifici a bassa efficienza energetica e farebbe veramente  la differenza adeguare gli edifici alle nuove norme richieste per il bene di tutti, tuttavia non dovrà essere un progetto che peserà sulle tasche del singolo cittadino, per molti la casa rappresenta l’unico patrimonio e fonte di reddito. Ben venga dunque l’adeguamento ma solo se accompagnato da incentivi facilmente accessibili. Occorre dunque definire chiaramente i tempi e le modalità in sede Ue poi in Italia andando di pari passo con la promozione di incentivi 

Studio Nato Erminio

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