Sono davvero molti anni che si tratta il delicato argomento del fumo passivo, in Italia sono oltre 10 milioni le persone che fumano e una considerevole percentuale di essi ha l’abitudine di fumare all’interno della propria abitazione.
Una scelta sicuramente discutibile in quanto la nicotina viene assorbita da tende, indumenti, tappeti e divani, questa contaminazione non può essere facilmente eliminata dalle ordinarie operazioni di pulizia e rischia di compromettere la salute dei suoi abitanti soprattutto dei più piccoli.

Proprio per queste ragione e per la crescente consapevolezza che il fumo passivo causa gravi danni alla salute molti scelgono di fumare “rifugiandosi” presso il balcone della propria abitazione. Questa abitudine è la normale quotidianità di molti appartamenti in condominio dove vi è la consuetudine di fumare nella propria terrazza, riflessione:  per ogni persona che fuma in terrazza molte volte c’è anche un vicino che deve chiudere la finestra! 

In condominio infatti  il problema del fumo passivo si manifesti in presenza di balconi confinanti, separati magari soltanto da un’inferriata in metallo. E’ facilmente intuibile che in un simile contesto i vicini di casa possono avere paura di subire i danni di una sottoposizione continua e regolare al fumo passivo.

Sicuramente queste perplessità hanno delle basi solide ma è possibile vietare al proprio vicino di fumare sul balcone di casa sua? 

La Legge Sirchia n. 3/2003  impone il divieto di fumo nei locali chiusi, pubblici e privati, questa imposizione si estende anche agli spazi comuni del condominio, esempio androni, pianerottoli, scale e ascensore.
Tale divieto non riguarda però le abitazioni private. 

L’art. 844 c.c. però prevede il divieto di immissioni relative a intrusioni di tipo immateriale, come appunto il fumo, tali immissioni non devono impedire al vicino di casa il legittimo godimento del suo bene.

In altre parole nulla impedisce al proprietario di un appartamento di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per chiedere la cessazione della condotta del vicino e la relativa condanna al risarcimento del danno esistenziale causato dal fumo passivo.

Poi spetterà al Giudice valutare se il fumo di sigaretta proveniente dal vicino di casa si configuri come un’immissione davvero insopportabile e tale da costituire un serio pericolo per la salute del ricorrente oppure no.

Cosa ci dice la scienza a riguardo? 

L’Istituto Nazionale Tumori ha dimostrato come il fumo di due sigarette a distanza di cinque metri sottovento sia in grado di produrre delle polveri sottili tossiche sette volte superiori rispetto ai valori base.

Questo ci fa capire che la preoccupazione di una persona sottoposta quotidianamente a fumo passivo siano fondate.

Queste brevi e veloci considerazioni ci portano a pensare che il limite di tollerabilità delle immissioni da fumo di sigaretta debba essere sempre rapportato alla situazione ambientale e alle caratteristiche degli appartamenti, che sono tutti fattori imprescindibili per valutare il corretto uso della proprietà.

Come spesso accade è consigliabile che fumatori e non usino come sempre il buon senso e stiano molto attenti a non sopravvalutare il loro diritto di proprietà ricordandosi sempre che la propria libertà non deve mai scavalcare la libertà del prossimo.

 

Studio Nato Erminio